Antonietta Capecchi

 

L'artista è nata in Inghilterra, ma è vissuta dal 1957 nella città di Lucca dove ha iniziato i suoi studi che ha poi concluso a Firenze. Attratta da sempre dal mondo delle arti figurative, ha praticato costantemente, nel corso della giovinezza e durante gli anni di insegnamento, il disegno e la pittura.

La sua prima mostra si è svolta in Germania. A questa sono seguite poi le esposizioni nel Sud della Francia e a Parigi. La partecipazione di Antonietta Capecchi ai progetti espositivi di arte contemporanea si è fatta sempre più frequente nel corso degli anni: ricordiamo le mostre presso il College of the Atlantic a Bar Harbor nel Maine. Sempre in USA ha collaborato con la galleria Wingspread a Northeast Harbour dove ha incontrato un buon apprezzamento di pubblico e di critica.

In Italia ha esposto a Lucca, a Pietrasanta, a Sermoneta, ad Anzio e a Milano; attualmente fa parte dell'Associazione "Arte in Lucca".

Dopo un periodo dedicato allo studio della figura, adesso la pittrice sta scrutando i nuovi orizzonti dell'astrazione.

 

La possibile arte delle forme e del tempo

Lavoro lieve di cuore, con forme che paiono tagliate dal diamante e con colori che esprimono cielo e terra insieme. Le opere d'arte che Antonietta Capecchi è capace di creare portano avanti una ricerca che non pare arrestarsi. L'autrice ha in mente viaggi e peregrinazioni nella storia dell'arte nostra e di oltralpe. Una volta conosciuta la monumentalità della Toscana non si può far finta di niente: ti rimane per sempre nel cuore e se sei un'artista, permane nelle tue creazioni. Neppure è possibile negare le proprie radici, Turner c'è e si vede. Tardava a far capolino nel catalogo di Capecchi, ma ora è presente in certe sfumature di celeste.

Ma nel sublime del pittore inglese Antonietta entra imperiosa con le sue forme certe, invade la scena e propone i depositi della memoria: quella granulosità che puoi toccare con gli occhi è terra! I supporti rigidi sono graffiati, vissuti e si mettono in moto: novello futurismo. La tela, ove impiegata, è trattata col rispetto per la tradizione. Si usa l'olio e si è sapienti.

Anche la ricerca formale risente di elementi e simboli che denotano un'ampia conoscenza della storia dell'arte da cui si parte per esplorare nuovi orizzonti di segno e di senso.

 

                                                                                                               Giovanna M. Carli

storico dell'arte e critico

febbraio 2013

 

Nel percorso artistico di Antonietta Capecchi si coglie un graduale sviluppo del suo lessico pittorico, dettato dalla volontà di liberare il segno dalla realtà tangibile per farne mezzo di espressione della propria capacità immaginativa più intima.

Indispensabile è stato, per l'artista, l'avvicinarsi all'arte primitiva e in particolare alla straordinaria inventiva con la quale i primitivi trasformavano la realtà, in modo da ottenere una visione che, con accattivante ricchezza ritmica, si staccava dal mondo sensibile pur rimanendo comunque tenacemente attaccato ad esso.

Lo stesso valore ritmico si trova nelle opere di Antonietta Capecchi; un'arte, la sua, che affida la raffigurazione della propria sfera immaginativa ad una pittura densa e materica, che si nutre di masse e di linee, di disegno e di colore. Una rappresentazione intimistica, libera dal formalismo, che non è mai astrazione, perché sempre emotivamente ed intellettualmente legata al vissuto dell'artista.

Annalisa Bocchino - Storica dell'arte